Alimentazione per bambini e adolescenti


L’età evolutiva è senza dubbio la più delicata dal punto di vista nutrizionale.
E’ in questo periodo infatti che si assistono a veloci cambiamenti che influenzeranno in maniera determinante e, spesso, definitiva il futuro adulto.
Agire preventivamente, aiutando il bambino a scegliere un corretto stile di vita ed una giusta alimentazione, può costituire quindi una sorta di assicurazione sul suo futuro.
Il trattamento dietetico dell’obesità è molto più efficace se affrontato in età infantile o adolescenziale, piuttosto che in età adulta.
Ma soprattutto, ciò che maggiormente preoccupa i genitori, sono le possibili carenze alimentari a cui si è facilmente esposti durante la crescita, a causa degli aumentati bisogni fisiologici.
Bisogna infatti tener conto che nel periodo dell’accrescimento, il bambino/ragazzo oltre che ai normali fabbisogni energetici, che comprendono il metabolismo basale e l’attività fisica, necessità di un surplus di energia dovuto alla deposizione di nuovi tessuti.
Le carenze a cui il soggetto in crescita è più facilmente soggetto sono quelle relative al calcio e al ferro, entrambi importantissimi ed entrambi fondamentali per quanto riguarda il possibile futuro sviluppo di patologie (osteoporosi, anemia, etc.).
Per evitare situazioni carenziali occorre educare il bambino ad una corretta alimentazione il più presto possibile, tenendo conto che le abitudini alimentari si stabiliscono nei primi anni di vita e che poi è difficile cambiarle.
Nei primi anni di vita, il bambino scegliera il cibo esclusivamente in base ad un gradimento che risulta fondato da due componenti: la familiarità con l’alimento ed il gusto dolce dello stesso.
Più precisamente, i bambini con età inferiore ai 4 anni gradiscono un alimento in base alla familiarità, quelli di età superiore soprattutto per il sapore dolce.
Il rifiuto per il cibo è “fisiologico”, in quanto il suo no costituisce il gioco di lotta per il potere con la madre.
L’acquisizione di familiarità può essere ottenuta tramite ripetuti piccoli assaggi e da prove di assaggio (da parte anche dei genitori). E’ importante offrire ma non costringere.
Nelle età che si avvicinano all’adolescenza, i gusti saranno invece influenzati dalle “mode alimentari”, propinate al ragazzo tramite martellamento pubblicitario.
L’adolescenza si può ritenere infatti il periodo in cui l’alimentazione risulta più sballata e in cui si consumano, in quantità eccessive, snack, merendine e prodotti da fast-food.
Se in alcuni casi, il tenore fisico dell’adolescente permette di non risentire di tali scelte sballate, in altri le conseguenze emergono sotto forma di aumento di peso e squilibrio di nutrienti.
Sta al genitore il ruolo di essere una fonte di informazione primaria, per aiutare il proprio figlio ad affrontare i delicati passi della crescita, che potrebbero condizionarlo per sempre.